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Che ciclista sei?

I ciclisti sono tutti uguali?

Si diventa ciclisti nel momento in cui si sale su una bicicletta e si sperimenta il piacere di muoversi in equilibrio sulle due ruote. Ma i ciclisti sono tutti uguali ? No, ognuno vive la bicicletta in un modo diverso.

Non è facile definire all’interno di semplici categorie la tipologia di ciclista che ognuno di noi interpreta in modo prevalente, ma è possibile individuare alcuni profili nei quali ci si può riconoscere con buona approssimazione e che ci aiutano a capire i diversi approcci e i diversi comportamenti che li contraddistinguono.

Il cliclista professionista

Non sono tantissimi coloro che praticano il ciclismo a livello professionistico, ma sono quelli che contribuiscono a mantenere viva la passione per il ciclismo vissuto come competizione individuale all’interno di un gruppo. I professionisti partecipano a competizioni di vario livello quasi ininterrotamente nel corso dell’anno. Vivono quasi sempre lontano da casa e si spostano da un paese all’altro in base agli impegni contrattuali assunti con le proprie squadre di appartenenza. I loro movimenti sono dettati da esigenze legate alle competizioni e alla preparazione atletica. Sono i Team che si occupano degli spostamenti, della logistica e delle attività agonistiche o preparatorie. Il professionista è quindi un “turista per caso” che però può contribuire a caratterizzare un territorio con la sua presenza perchè questa non passa inosservata. Il Team a cui appartiene, per gli allenamenti tra una competizione e l’altra può individuare un territorio piuttosto che un altro dove poter svolgere allenamenti mirati, in sicurezza e con tutti i confort. Scegliendo location per i ritiri che possono durare una o più settimane nei periodi non agonistici, le squadre professionistiche possono contribuire a valorizzare un territorio poichè, da parte degli amatori, queste mete diventano ambite anche per loro.

L'amatore agonista

La maggior parte di coloro che seguono il ciclismo professionistico, per emulazione, pratica il ciclismo con spirito competitivo. Per poterlo fare e partecipare ad eventi competitivi, anche gli amatori devono essere tesserati alla Federazione o ad altri Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. Per potersi tesserare gli amatori si devono sottoporre annualmente a visite medico sportive. L’amatore è un soggetto che si allena con continuità e partecipa a gare in ambito regionale ed extraregionale. Non sempre il team di appartenenza (anch’esso amatoriale) è organizzato e, quindi, i suoi spostamenti sono individuali o a piccoli gruppi di amici e le scelte delle strutture ricettive nei territori dove si svolgono gli eventi competitivi, abbastanza casuali. Sceglie comunque sistemazioni in base alle esigenze legate specificatamente alla competizione. L’hotel deve permettergli di portare la bici in camera, le colazioni devono essere abbondanti e in orari particolari. Normalmente lamatore fa un solo pernottamento e, raramente, due. A questa categoria appartengono tutte le fasce d’età con prevalenza di quelle dai 30 ai 60 anni.

Il cliclista organizzato

Tra i tesserati alle varie associazioni sportive dilettantistiche c’è un gran numero di ciclisti che partecipa a cicloraduni o a pedalate ecologiche, non competitive, spesso abbinate a eventi amatoriali su distanze ridotte. In genere si spostano in gruppo con gli altri componenti dell’associazione. Rispetto agli amatori hanno un approccio più rilassato e sono attenti anche alle offerte del territorio, sia enogastronomiche che logistiche (raramente culturali). Sono però le associazioni che stilano un calendario degli eventi a cui partecipare e raccolgono le adesioni. Normalmente si limitano ad un pernottamento. L’età di questa tipologia è tendenzialmente elevata.

Il clicloturista fai da te

Ci sono molti ciclisti che non fanno parte di associazioni o, se ne fanno parte, non partecipano regolarmente alle iniziative sociali. In genere si organizzano individualmente o con gruppi di amici, selezionati, per affrontare percorsi anche di notevole chilometraggio. In coincidenza con le vacanze estive, organizzano escursioni mitiche anche all’estero sui percorsi e sulle salite delle grandi classiche o delle tappe dei grandi giri che le hanno rese famose. Questo tipo di vacanza è organizzata dallo stesso gruppo di amici che scelgono alberghi e sistemazioni autonomamente. Alcuni di questi viaggi all’estero richedono almeno una settimana, mentre per le salite mitiche al massimo un pernottamento o due. L’età di questa categoria è compresa dai 40 ai 60 anni.

Il turista in bicicletta

Sempre più ciclisti, dopo aver sperimentato forme di ciclismo agonistico, sono attratte da un altro modo di praticarlo. Questi sono interessati più al percorso e allesperienza del viaggiare in bicicletta che allaspetto competitivo. Sono viaggiatori definiti “lenti” (ma in realtà vanno anche veloci) che con “spirito libero” conquistano nuovi territori, esplorandoli in questa modalità. Sono infatti alla scoperta della natura, del paesaggio e delle attrazioni culturali del territorio. Organizzano autonomamente i loro percorsi tenendo conto di chilometraggi e dislivelli, ma sempre guidati più dai punti di interesse raggiungibili che dalle caratteristiche di percorribilità. Viaggiano con pochi bagagli essenziali e programmano soste presso alberghi e locande attrezzate per ospitarli. Sono solitari o condividono le avventure con un compagno o una compagna o, al massimo con altre coppie di amici. Questa tipologia, numericamente rilevante all’estero, si sta diffondendo negli ultimi anni anche in Italia grazie all’esplosione del fenomeno delle randonnée che hanno modificato l’approccio del ciclista facilitando la transizione dall’evento sportivo all’esperienza cicloturistica. Per questa tipologia di ciclisti lItalia è una delle mete più attrattive. In base ai paesi di provenienza sono diverse le fasce d’età.

Il ciclista “per caso”

Si tratta della categoria più significativa dal punto di vista numerico, che pratica il ciclismo solo in alcuni periodi dell’anno e solo se si presentano certe condizioni. Generalmente sono soggetti che praticano qualche attività fisica e sono interessati ad organizzare le loro vacanze come “vacanze attive” che prevedono anche escursioni e attività sportive. La bicicletta è una di queste attività, ma non l’unica. Infatti, i ciclisti per caso, sono attratti dalla pratica di un ciclismo escursionistico “leggero” su brevi percorsi pianeggianti o collinari. In moltissimi casi, dopo una prima esperienza vissuta, il ciclista per caso si trasforma in un ciclista vero e proprio. Si tratta di una tipologia in crescita che, però, non opera le sue scelte partendo dalla passione per la bicicletta ma la scopre e l’apprezza successivamente. I territori attrezzati con piste ciclabili, percorsi segnalati, bike hotels e la presenza di guide e maestri MTB sono avvantaggiati come meta per questa categoria in quanto possono favorire questo passaggio e consolidare le presenze nei mesi estivi. A questa categoria appartengono le fasce d’età più disparate, dai giovani agli anziani.

Nell’arco di una vita si può appartenere a diverse categorie

E’ da tener presente che questa classificazione è puramente indicativa poiché si può appartenere a più di una di queste categorie. Basti pensare ai cicloamatori che, nello scegliere le località di vacanza con la famiglia, privilegiano quelle dove poter fare anche brevi uscite in bici. Poichè la scelta della località di vacanza non può essere dettata solo dagli interessi individuali, il fatto che il territorio offra lopportunità per continuare a vivere la propria passione, spinge il cicloamoatore a condizionare le scelte della famiglia in questa direzione.

In modo diverso, ciascuna di queste categorie può essere interessata ad usufruire di una offerta strutturata particolare e, diversi, saranno i gradi di ritorno per il territorio.

Il ciclista per caso è quello che occupa le strutture ricettive per periodi più lunghi (settimane di vacanza e weekend), mentre il turista in bicicletta e il ciclista non competitivo, utilizzano strutture ricettive solo per una notte.

Queste tre categorie sono anche quelle più rilevanti dal punto di vista numerico.

Solo la categoria “ciclista per caso” è interessata servizi accessori (noleggio bici, guide ecc.), mentre le altre tipologie di ciclisti viaggiano con la propria bici e sono già equipaggiate (possono però avere bisogno di guide locali e servizi di assistenza meccanica).