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Cosa serve per il viaggio

Il Bikepacking

Ne avrete sentito parlare. Si tratta di una intuizione geniale sviluppata negli USA che sta rapidamente diffondendosi in tutto il mondo.

Il bikepacking è il viaggiare in bicicletta con delle borse particolari agganciate alla bici.

Il bikepacker è il ciclista che viaggia con questo tipo di borse e il bikepack è una di queste borse.

Sono diverse dalle borse usate comunemente dai cicloviaggiatori perchè si agganciano direttamente al telaio della bicicletta senza bisogno di portapacchi.

Possono essere applicate su qualsiasi tipo di bici, sia su quelle da strada che sulle mountainbike e sulle gravel. La loro caratteristica è di essere capienti, molto leggere, impermeabili e facilmente applicabili e smontabili. Sono anche modulari e possono contenere sia pochi che molti litri di bagaglio (la capienza è espressa in litri per indicare il volume).

Il bikepack può essere da manubrio (con capienza fino ai 20L) sotto sella (con capienza fino ai 20L), da telaio (con capienza fino a 8L). A queste tre borse ne può essere aggiunta una più piccola che viene posizionata sul tubo orizzontale della bici. Con un equipaggiamento bikepacking si può viaggiare con un bagaglio di circa 50 L.

Rinunciare al superfluo

Personalmente consiglio di contenere il bagaglio e utilizzare al massimo la capienza di 30/35L. Questo per rendere il viaggio più sicuro, meno faticoso e per abituarci all’essenziale, eliminando il superfluo o tutto ciò che possiamo trovare facilmente lungo la strada in caso di necessità, alleggerendo così il carico.

Avere un limite di capienza ci aiuta anche ad un esercizio mentale molto importante. Il metodo che vi suggerisco è semplice.

1 – Mettete su un tavolo, in bella vista, tutte le cose che pensiate possano esservi utili per il viaggio.

2 – Poi provate a inserirle nelle borse. In genere al primo tentativo vi accorgerete che molte cose rimarranno fuori.

3 – Ricominciate da capo dopo aver tolto tutto ciò che risulta un duplicato, ad esempio una sola mantellina antivento piuttosto che due, anche se entrambe leggere e apparentemente poco ingombranti.

4 – Se anche al secondo tentativo non riuscite, provate ancora fino a trovare il giusto equilibrio.

Bikepack posteriore

Sostanzialmente con il bikepacking non si ha la sensazione di viaggiare con il bagaglio perchè la bici risulta comunque equilibrata. Questo è sicuramente un vantaggio.

Normalmente, anche per uscite brevi in MTB o gravel, io monto un bikepack posteriore e il top tube pack sul tubo orizzontale. Ciò mi permette di viaggiare in libertà, senza pesi addosso e con la sicurezza di avere l’occorrente nel caso possano cambiare le condizioni climatiche.

Cercate anche di non appesantire troppo l’anteriore e di mettere gli oggetti più pesanti nella borsa sotto il tubo orizzontale.

La bici deve essere equilibrata ed il bagaglio ben distribuito.

Con il bikepacking si possono affrontare anche viaggi di più giorni in totale autosufficienza. Questo modo di viaggiare sta cambiando le abitudini di molti cicloturisti, velocizzando la loro andatura, potendo sfruttare il carico contenuto, l’aerodinamicità del mezzo e la sua guidabilità.

Top tube pack

Nel caso si volessero affrontare viaggi più avventurosi sulle stesse borse anteriori e posteriori possono essere aggiunti un materassino gonfiabile, un sacco a pelo ed altri accessori.

Ovviamente queste aggiunte devono essere ben calibrate. Consiglio di acquistare materiale tecnico specifico che pesi poco e abbia un ingombro molto ridotto.

Con la diffusione del bikepacking il mercato si arricchisce ogni giorno di nuove proposte, molte delle quali inutili, ma comunque interessanti, che contribuiscono ad allargare il range di esperienze che si possono vivere in bicicletta.

Gli attrezzi indispensabili

Ogni ciclista dovrebbe saper mettere le manisulla sua bicicletta per effettuare riparazioni e cavarsela di fronte a piccoli ma frequenti inconvenienti.

Andando in bici si può forare il copertoncino e la camera d’aria, si può scatenare (far uscire la catena di trasmissione dai suoi alloggiamenti), si può rompere una maglia della catena, si può rompere il cambio, si può allentare un freno… e se non si è capaci di intervenire… si resta a piedi e bisogna ricorrere ad aiuti esterni compromettendo il viaggio e trasformando una cosa piacevole in un problema da risolvere.

Per questa ragione è bene avere una dotazione minima di attrezzi per poter intervenire. Ovviamente gli strumenti da soli non risolvono il problema e sarebbe il caso di fare un po’ di formazione per imparare a fare piccole riparazioni on the road, però, se si hanno a disposizione, si può trovare qualche ciclista lungo il percorso che, vedendoci in difficoltà, possa lui effettuare le riparazioni e rimetterci in sella.

 

camera d’aria (del formato corrispondente a quello delle ruote). Informatevi su quali montate.

mini pompa – ce ne sono di vario tipo. Tenete conto che le camere d’aria hanno valvole diverse. Sono di due tipi (Presta e Schrader) e la pompa deve corrispondere a quelle montate sulla vostra bici. In realtà, la maggior parte delle mini pompe in commercio (con una piccola manovra) possono essere utilizzate con entrambe le valvole.

cacciagomme – sono due (o tre) leve da utilizzare per rimuovere il copertoncino dal cerchio ed estrarre la camera d’aria da sostiutire o riparare.

toppe per camere d’aria – in commercio se ne trovano di vario tipo. Servono per intervenire in caso di emergenza, quando non abbiamo più la camera d’aria e dobbiamo riparare quella in uso. In passato si usavano quelle con il mastice. Ora ci sono delle toppe con l’adesivo pronte all’uso.

multiattrezzo – nel quale sono presenti diverse chiavi a brucola (esagonali) che servono ad intervenire sulla gran parte delle componenti della bici. Scegliete il multiattrezzo che ha anche lo smagliacatena, uno strumento utilissimo in caso di rottura della catena.

falsamaglia – maglia della catena che può sostituire facilmente la maglia rotta. La maglia deve avere lo stesso spessore della catena che può variare da 8 fino a 12 velocità, con conseguente diversa dimensione della falsamaglia. Controllate il pacco pignoni e contate il numero di ingranaggi, poi leggete il numero inciso sulla falsamaglia e scegliete quello corrispondente.

forcellino – è un pezzo di ricambio indispensabile in caso di rottura del cambio posteriore. E’ bene averlo di ricambio per poter sostituire quello originale che, in caso di problemi si deforma evitando che si rompa la gabbia del deragliatore.

fascette da elettricista – sono utilissime perchè possono servire in moltissime occasioni.

mini pinza – è molto utile per poter intervenire sui cavi del freno o del cambio. In commercio ce ne sono molti tipi. I migliori sono quelli ripiegabili.