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I servizi per il cicloturismo

Ogni categoria di ciclisti ha esigenze che non sempre coincidono.
Pardossalmente più si è ciclisti evoluti e più si è autosuffcienti e si ha meno bisogno di servizi.

Gli agonisti, professionisti o amatoriali, hanno esigenze particolari finalizzate alla competizione e sono indifferenti alle offerte cicloturistiche di territori dove si svolgono competizioni. Al massimo sono interessati alla presenza di negozi specializzati per eventuali pezzi di ricambio. I percorsi delle gare sono tutti segnalati e questi ciclisti non sono molto attenti al paesaggio ma sanno dirti che tipo di copertoncino utilizza chi li precede nel gruppo e quante buche ci sono sulla strada.

Chi percorre lunghe distanze in solitaria o in coppia, è in grado di programmare il viaggio in modo autonomo. Utilizza strade secondarie a basso traffico e, possibilmente, interessanti dal punto di vista paesaggistico. Non teme le salite, sa intervenire sulla bici per le riparazioni ed è in grado di ripianificare il percorso in base alle esigenze del momento.

Questa categoria non ha bisogno di cose specifiche e quelle necessarie è in grado di cercarle e trovarle autonomamente. Non ha bisogno di piste ciclabili perchè le ritiene noiose e le utilizza solo se necessario. Comunque le evita in prossimità dei centri abitati perchè sono frequentate da troppi pedoni e ciclisti per caso.

Chi percorre medie/lunghe distanze con un approccio escursionistico è quello che è più interessato alla presenza segnalata di strade a basso traffico e ai servizi riservati ai ciclisti. Sceglie il ristorante o il bar dove è possibile parcheggiare le bici in sicurezza, e dove si respira un clima amichevole nei confronti dei ciclisti. Dove si può scegliere un menù semplice, con primi piatti abbondanti. Se il territorio è vocato al cicloturismo se ne accorge dalla cura delle strade, dalla presenza di segnaletica di itinerario e da quella di sicurezza (1,5m. di distanza).

La categoria che ha più esigenze di servizi è quella dei ciclisti per caso. Questi ciclisti hanno bisogno di tutto. Dalla bici, all’abbigliamento (specialmente pantaloncini con il fondello), ai dispositivi di sicurezza come il casco, alle piste ciclabili e ai percorsi segnalati, alle stazioni di ricarica delle eBike, e, più di tutto, di informazioni e di assistenza. In genere non sanno intervenire sulla bici in caso di guasto, ma neanche per sistemare la sella. Se però vengono aiutati e facilitati in questa fase di approccio al ciclismo, si innamorano facilmente di questa disciplina.

I territori che sono in grado di garantire questo insieme di struttre, servizi e cultura del ciclismo, sono quelli che possono trarre maggiori vantaggi dall’economia generata dalla presenza di questa tipologia di ciclisti e, di conseguenza, anche dalle altre, che non possono non apprezzare questo tipo di cultura diffusa che ha un impatto anche nei comportamenti più civili degli automobilisti sulle strade.

Alcuni territori, inizialmente grazie ai privati, ma ora anche grazie ad alcuni enti pubblici illuminati, si stanno attrezzando con ciclofficine selfervice, stazioni di lavaggio, bike grill, stazioni di ricarica, parcheggi custoditi, noleggio bici e l’intermodalità treno+bici.